L’approvazione del recente ordine del giorno in Commissione Consiliare Permanente Finanze segna, nella ricostruzione del movimento politico Repubblica Futura, una svolta attesa da sei anni nella gestione della politica finanziaria sammarinese. La formazione di opposizione rivendica il proprio ruolo determinante nell’aver spinto la maggioranza parlamentare ad abbandonare la riservatezza mantenuta dal Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, per mettere nero su bianco le vulnerabilità strutturali che condizionano il settore creditizio del Titano. Un passaggio considerato improcrastinabile, specialmente alla luce dell’imminente conclusione del percorso di integrazione europea tramite l’Accordo di associazione con l’Unione Europea.
I sei impegni operativi della Commissione Finanze
L’atto di indirizzo approvato dall’organismo consiliare traccia un percorso strutturato in sei punti vincolanti per l’esecutivo. In primo luogo, il documento impegna il Congresso di Stato ad avviare un confronto istituzionale formale con la Repubblica Italiana, facilitando l’intesa diretta tra Banca Centrale di San Marino e Banca d’Italia per definire i contenuti del Clarifying Addendum. In secondo luogo, viene fissato il termine di sei mesi entro cui il governo dovrà presentare una relazione organica sullo stato di salute del comparto, sulle osservazioni formulate dagli organismi internazionali e sulle azioni correttive necessarie: un passaggio propedeutico a un successivo dibattito consiliare che, una volta saldate le obbligazioni senior, valuterà l’efficacia e l’utilità della garanzia statale concessa per l’operazione di cartolarizzazione del sistema.
Il piano d’azione punta con decisione sul potenziamento dell’autorità di vigilanza. Il terzo e il quarto punto richiedono infatti una revisione delle modalità operative di Banca Centrale, incrementandone specializzazione e credibilità europea, anche attraverso l’innesto di professionalità esterne con esperienza maturata nei sistemi di supervisione del continente. Infine, gli ultimi due indirizzi sollecitano il rafforzamento della cooperazione con BCE e Autorità Europee di Vigilanza attraverso ispezioni coordinate e allineamento metodologico, propedeutici al varo di una strategia nazionale finalizzata ad attrarre investitori internazionali di alto profilo e a sostenere il credito all’economia reale.
Le ombre sul settore tra NPL e nodi irrisolti
Per Repubblica Futura, la formalizzazione di questi impegni rappresenta un atto di disclosure non più rinviabile di fronte a opacità gestionali persistenti. L’esponente dell’opposizione esprime profonda preoccupazione per il silenzio che avvolge la gestione dei crediti deteriorati, i costi reali e i ritorni effettivi dell’operazione di cartolarizzazione di Stato. A queste incognite si sommano i dubbi sul destino di un istituto bancario privato, il cui percorso di ricapitalizzazione e cessione appare oggi bloccato nell’incertezza, in netto contrasto con le posizioni e le rassicurazioni espresse in passato dall’esecutivo.
Allo stesso tempo, il partito rileva con perplessità le indiscrezioni relative al possibile ingresso di un operatore di matrice maltese negli asset proprietari della banca di Stato o dell’istituto privato, segnalando come tali prospettive sembrino sostenute da un’intensa attività relazionale. In questo quadro, anche l’operato dei vertici di Banca Centrale finisce sotto accusa: secondo la formazione politica, l’assenza di progressi concreti sul fronte del memorandum d’intesa con Banca d’Italia evidenzia il sostanziale fallimento della linea strategica finora adottata dal governo, incapace di garantire quell’accreditamento internazionale indispensabile per il futuro dell’economia sammarinese.
Il confronto con i modelli esteri e la vigilanza sulle riforme
Il movimento politico sottolinea come il rilancio dell’intero comparto richieda un cambio di passo immediato, citando l’esempio del principato di Andorra dove un settore finanziario strutturato garantisce migliaia di posti di lavoro, proietta le proprie attività su scala globale e genera oltre un decimo del prodotto interno lordo. Nella visione di Repubblica Futura, la firma dell’Accordo di associazione con l’UE non tollera ulteriori rinvii o gestioni prive delle necessarie risorse finanziarie. L’opposizione assicura che manterrà altissima la guardia affinché le indicazioni contenute nell’ordine del giorno non vengano archiviate, sollecitando Banca Centrale ad abbandonare un atteggiamento rinunciatario per trasformarsi nell’organo propulsore dello sviluppo economico e della trasparenza del Paese.