La variazione di bilancio per l’anno 2026, discussa nell’ultimo Consiglio Grande e Generale, spacca la maggioranza e diventa il bersaglio delle critiche di Repubblica Futura. Il partito contesta la lettura fornita dal Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, secondo cui l’intervento avrebbe natura meramente tecnica: cinquanta milioni di euro di debito pubblico aggiuntivo, una modifica ai regolamenti dei titoli di debito pensata per facilitarne la circolazione anche sui mercati esteri e uno stanziamento da due milioni di euro per affrontare le spese legali dell’arbitrato internazionale legato alla vendita di Banca di San Marino raccontano, secondo l’opposizione, una realtà ben diversa da quella presentata dal governo.
Il conto del “piano parallelo” e l’arbitrato con i creditori bulgari
Al centro delle contestazioni di Repubblica Futura c’è il capitolo relativo al cosiddetto “piano parallelo”, la vicenda legata al tentativo di cessione di Banca di San Marino che il partito definisce da tempo un nodo politico irrisolto. Nella ricostruzione del movimento, il governo avrebbe per mesi derubricato la questione a “fatto privato”, un’impostazione che Repubblica Futura giudica funzionale a eludere le responsabilità politiche su un istituto storicamente legato all’area democristiana. La variazione di bilancio smentirebbe questa narrazione: i due milioni di euro stanziati, pari secondo il partito al cinque per cento della recente emissione obbligazionaria varata da Gatti, servirebbero infatti a coprire i primi costi legali dell’arbitrato con cui i creditori bulgari hanno chiamato in causa la Repubblica per la gestione della vendita della banca, vicenda che nella ricostruzione ufficiale sammarinese è stata accostata a un presunto attentato alle istituzioni e alle libertà democratiche del Paese. “Nei plessi scolastici si boccheggia per il caldo ma lo Stato staccherà un assegno di due milioni di euro per l’arbitrato”, scrive Repubblica Futura, che affianca alla polemica sul “piano parallelo” quella sulle priorità di spesa dello Stato.
Expo 2027 e i grandi progetti senza copertura nei numeri
Il partito richiama anche il capitolo Expo 2027 di Belgrado, per il quale la maggioranza avrebbe destinato mezzo milione di euro aggiuntivo nella variazione, restituendo così competenze e risorse alla Segreteria di Stato guidata da Federico Pedini Amati. Repubblica Futura legge la scelta come un segnale politico interno, un gesto distensivo del segretario della Democrazia Cristiana Francesco Giro Venturini rivolto a garantire la tenuta della maggioranza fino alla fine della legislatura, senza scosse eccessive negli equilibri di governo. Accanto a questo capitolo, il partito segnala l’elenco dei grandi progetti annunciati dalla maggioranza in Consiglio, inceneritore, data center, nuovo ospedale, infrastrutture viarie e bacino idrico, per i quali circolano stime di costo che ammontano a decine di milioni di euro. Si tratta, secondo Repubblica Futura, di cifre che non compaiono né nel bilancio 2026 né nei numeri della variazione presentata da Gatti, un’assenza che il partito interpreta come il segno di una programmazione carente rispetto agli impegni annunciati pubblicamente dall’esecutivo.
Sanità e scuola, le criticità denunciate dall’opposizione
Repubblica Futura collega il capitolo economico a quello dei servizi essenziali, sostenendo che il comparto sanitario stia progressivamente perdendo prestazioni e personale in un contesto di tagli che il partito descrive come un avvicinamento al modello sanitario italiano, mentre gli edifici scolastici affronterebbero l’estate senza sistemi di climatizzazione adeguati. Il contrasto tra queste carenze e lo stanziamento per le spese legali dell’arbitrato bancario viene indicato dal partito come esempio delle priorità distorte della manovra di bilancio. A questo si aggiunge la contestazione sulla riforma dell’Imposta Generale sui Redditi, che secondo Repubblica Futura ha già determinato un aumento della pressione fiscale sui contribuenti sammarinesi. Le maggiori risorse raccolte, ricorda il partito, avrebbero dovuto finanziare la realizzazione delle infrastrutture pubbliche, mentre oggi rischiano di essere in parte assorbite dalle spese legali necessarie a gestire le conseguenze della vicenda Banca di San Marino.
Una variazione tra norma tecnica e demagogia elettorale
Repubblica Futura chiude la propria analisi interrogandosi sulla natura stessa dell’operazione di bilancio, chiedendosi se si tratti di un intervento tecnico o di uno strumento di propaganda elettorale utilizzato da un governo che il partito descrive in evidente difficoltà. Il movimento esprime sconcerto per le modalità di gestione dei conti pubblici e anticipa che, in seconda lettura, i numeri potrebbero subire variazioni, con la probabile comparsa di ulteriori voci di spesa a carattere elettorale. Nelle prossime settimane l’Aula tornerà sulla variazione per l’approvazione definitiva, un passaggio che Repubblica Futura promette di seguire da vicino, chiedendo al governo maggiore serietà, pianificazione e condivisione nella gestione delle risorse pubbliche, in alternativa a un ricorso sistematico a nuovo debito e spesa corrente.