La Confederazione Sammarinese del Lavoro solleva un forte allarme sulla tenuta del sistema di protezione sociale del Titano, denunciando un fenomeno di mancato versamento dei contributi all’Istituto per la Sicurezza Sociale che coinvolge migliaia di soggetti e mina l’equità fiscale del Paese. La centralità della questione emerge dall’analisi dettagliata presentata durante un recente incontro informativo e di dibattito pubblico organizzato dal sindacato, al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e delle categorie economiche, tra cui il Segretario di Stato per la Giustizia e la Previdenza, Stefano Canti, il Capogruppo consiliare di RETE, Emanuele Santi, la Presidente dell’USC, Marina Urbinati, e il Segretario Generale della CSdL, Enzo Merlini. Secondo la ricostruzione del sindacato, l’accumulo cronico di somme non riscosse finisce per gravare ingiustamente sui lavoratori e sui contribuenti che adempiono regolarmente ai propri doveri.
L’impatto sui bilanci e il costo per i contribuenti onesti
Dall’esame dei bilanci dell’ISS emerge un quadro finanziario critico, caratterizzato da un volume consistente di crediti di dubbia esigibilità che nell’ultimo decennio si è attestato su una media di circa un milione di euro all’anno. Si tratta di somme rimaste insolute a distanza di tre anni dalla scadenza originale e prive di qualsiasi piano di rientro concordato. A questa cifra si sommano le perdite derivanti dalle procedure concorsuali e dai fallimenti aziendali ormai archiviati, per i quali ogni margine di recupero coattivo è definitivamente precluso. Per tutelare le posizioni dei lavoratori dipendenti coinvolti nelle insolvenze aziendali interviene il Fondo Comune Riserva di Rischio, che tra il 2015 e il 2024 ha erogato circa 3,67 milioni di euro. L’organizzazione sindacale evidenzia come tali risorse rappresentino un sacrificio economico diretto per la collettività, chiamata a farsi carico dei vuoti lasciati da comportamenti scorretti. Sebbene la maggior parte dei crediti presi in carico da Banca Centrale per le procedure di riscossione Coattiva venga infine recuperata, sopravvive un nucleo resistente di inadempienze che richiede interventi normativi e sanzionatori ben più incisivi.
Le anomalie della Gestione Separata e il nodo dei lavoratori autonomi
L’aspetto più imponente del fenomeno riguarda la Gestione Separata, all’interno della quale la confederazione individua quasi 2.600 posizioni irregolari. Questo segmento d’inadempienza è costituito in larga prevalenza dai contributi dovuti sui compensi degli amministratori societari, di cui oltre 2.000 risultano non residenti all’interno della Repubblica di San Marino. La gravità del dato risalta al confronto con il tessuto produttivo totale, considerando che al 31 dicembre 2025 le società registrate erano poco più di 3.000. Sebbene l’assenza di versamenti in questo ambito non generi future prestazioni previdenziali a carico dei fondi pensione, rendendo il fenomeno finanziariamente neutro sul piano delle erogazioni future, la forza politica e sindacale sottolinea come tale dinamica testimoni il sostanziale disapplicarsi delle norme statali. Inoltre, le procedure amministrative e di recupero attivate dall’ISS e da Banca Centrale generano costi operativi di cui deve farsi carico l’intera comunità. A questo quadro si aggiunge la situazione di circa cento lavoratori autonomi, su una platea complessiva di circa 1.600 professionisti, privi della regolarità contributiva. Pur perdendo il diritto alla pensione corrispondente, tali soggetti mantengono l’accesso al sistema di protezione sociale e ai servizi sanitari, finanziati attraverso la fiscalità generale e le imposte sul reddito versate dai cittadini in regola. Una distorsione che finisce per penalizzare due volte i contribuenti e i pensionati onesti.
L’evoluzione della normativa e l’efficacia dei meccanismi di coazione saranno al centro dei prossimi passaggi istituzionali, con il sindacato intenzionato a mantenere alta la pressione politica affinché vengano introdotte garanzie stringenti e strumenti di contrasto in grado di azzerare le sacche di impunità.