Repubblica Futura: “Costruire una classe dirigente sammarinese e superare l’omertà su Banca Centrale”

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L’iniziativa del Partito dei Socialisti e dei Democratici, che ha formalizzato un’interrogazione parlamentare sull’assetto e sull’operato dell’autorità di vigilanza finanziaria, riapre un fronte di scontro aspro nella politica del Titano. Il movimento di opposizione Repubblica Futura interviene nel dibattito ponendo l’accento sulla gestione di Banca Centrale della Repubblica di San Marino e manifesta scetticismo sull’esito del passo compiuto dalla forza di maggioranza. Secondo l’analisi della compagine liberale, le numerose istanze presentate in passato dalla minoranza sono state respinte da un sistematico silenzio istituzionale, orchestrato da Palazzo Begni per schermare via del Voltone, con un prezzo politico saldato nei confronti della Democrazia Cristiana che avrebbe relegato i critici a una forma di esclusione strisciante.

Lo scontro sui vertici e la questione del tetto retributivo

La tenuta degli equilibri politici torna a surriscaldarsi quando il confronto tocca i nodi economici e contrattuali. Secondo Repubblica Futura, l’attenzione della maggioranza si accende in modo particolare attorno alla rimozione del tetto agli stipendi dei dirigenti dell’istituto centrale. L’opposizione sottolinea come il comparto bancario e creditizio abbia affrontato negli ultimi anni profonde trasformazioni strutturali, scandite dall’adeguamento ai criteri internazionali, dall’adozione dell’euro, dall’integrazione nell’area dei pagamenti SEPA e dall’evoluzione tecnologica dei processi. Tuttavia, nella ricostruzione del movimento, questa transizione non può risolversi nell’affidamento permanente a figure esterne: a oltre due decenni dalla nascita dell’ente regolatore, il partito giudica anacronistico considerare la finanza sammarinese una riserva esclusiva per professionisti forensi, invocando una svolta che premi le competenze locali all’interno dei quadri direttivi di giustizia, sanità e credito, in piena conformità con il percorso delineato dall’Accordo di associazione con l’Unione Europea.

Sovranità economica, carriere giovanili e contenziosi aperti

L’interrogativo politico viene indirizzato direttamente al Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti e alla maggioranza al governo. Repubblica Futura chiede quale sia la visione strategica per il sistema creditizio, domandandosi se il concetto di autonomia debba coincidere con una chiusura priva di trasparenza o se sia finalmente possibile instaurare meccanismi di rendicontazione democratica. Il partito pone al centro la sorte dei giovani sammarinesi altamente qualificati, costretti a costruire carriere all’estero dinanzi a scelte governative orientate in via prioritaria verso profili esterni. L’effettiva tutela della sovranità statuale, evidenzia la forza politica, passa dalla capacità di valorizzare le risorse interne, limitando il ricorso a figure esterne a fasi transitorie e circoscritte. La complessità del quadro emerge con chiarezza nei molteplici fronti giudiziari che vedono l’istituto coinvolto come parte lesa o con ex vertici sotto processo, elementi che per l’opposizione certificano le criticità del modello adottato finora.

Il confronto politico delle prossime settimane si preannuncia denso di snodi decisivi. Tra l’annunciata commissione d’inchiesta consiliare, i procedimenti penali in corso e i risvolti legati all’arbitrato internazionale, l’opposizione attende di verificare se le questioni sollevate dal PSD apriranno una dialettica trasparente sulle responsabilità di governo o se verranno liquidate senza risposte concrete.

Fonte: Repubblica Futura

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