Repubblica Futura: “Serve un piano energetico sostenibile, i cittadini non siano vacche da mungere”

Repubblica Futura, giustizia: "Risposta sottotono da parte della maggioranza"

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Il rincaro delle forniture energetiche e la gestione delle tariffe tornano al centro del dibattito a San Marino, dove Repubblica Futura solleva una dura presa di posizione contro l’operato dell’esecutivo. La forza di opposizione interviene raccogliendo le preoccupazioni espresse da famiglie e comparto produttivo, denunciando l’assenza di una visione strutturale per calmierare i costi di luce, gas e carburanti in una fase congiunturale complessa. Secondo la formazione politica, i recenti provvedimenti estivi dell’esecutivo si sono limitati a misure emergenziali o a modifiche regolamentari secondarie, come l’accorpamento pluriennale per il pagamento delle utenze cimiteriali, tralasciando riforme fiscali incisive in grado di tutelare il potere d’acquisto dei residenti e la competitività delle aziende, con particolare attenzione verso le fasce sociali più deboli.

Squilibri tariffari e penalizzazioni sulla transizione ecologica

Al centro delle critiche del movimento politico vi è la disparità di trattamento rilevata nella ripartizione degli oneri di sistema, a partire dal contributo FER. La compagine di opposizione evidenzia come l’esenzione concessa alle imprese escluda le famiglie, sulle quali continuerebbe a gravare l’intero peso della misura: “Imprese e cittadini devono pagare un prezzo equo sull’energia e il più basso possibile. Chiediamo che anche per le utenze domestiche il contributo FER venga eliminato”. A questo quadro si somma la mancata revisione della tassa sui rifiuti solidi urbani, che secondo la ricostruzione di Repubblica Futura penalizza da anni proprio i proprietari di immobili dotati di impianti fotovoltaici, costretti a sostenere un prelievo fiscale più oneroso nonostante gli investimenti privati nell’autoproduzione da fonti rinnovabili.

La programmazione del Piano Energetico Nazionale verso il 2030

L’attacco investe direttamente la pianificazione strategica a lungo termine del Titano, a partire dai ritardi accumulati nell’adozione degli strumenti normativi quadro. Il partito rimarca come il PEN 2023-2026 sia giunto all’approvazione con notevole ritardo nel 2025, sollevando forti perplessità sulle linee guida del futuro piano per il quadriennio 2027-2030. La forza politica lamenta la carenza di contenuti programmatici nel documento economico previsionale, criticando le spese destinate a consulenze esterne a discapito di una strategia orientata all’indipendenza e all’autosufficienza energetica: “Repubblica Futura ritiene sia necessario un piano innovativo e sostenibile centrato sul raggiungimento di una quota di autonomia energetica interna e prezzi dell’energia e carburanti non elevati per i cittadini e le imprese con soluzioni razionali e trasparenti”.

Il confronto politico si sposta ora sulla ripresa dei lavori istituzionali a Palazzo Begni, dove l’opposizione intende verificare se l’esecutivo aprirà a un confronto per rimodulare la fiscalità sui prodotti energetici e armonizzare il prelievo a carico delle utenze domestiche.

Fonte: Repubblica Futura

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