La transizione tecnologica e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale richiedono una convergenza strategica tra ordinamenti che superi i confini nazionali. Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, interviene al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini durante la sessione dedicata alla competitività europea nell’era digitale, tracciando la rotta diplomatica ed economica dell’antica Repubblica sul terreno dell’innovazione e della cooperazione multilaterale.
Competitività europea ed etica degli algoritmi
Il confronto, moderato dai vertici dell’assise riminese, ha riunito esponenti del panorama accademico e politico continentale, tra cui Enzo Moavero Milanesi, rettore dell’Università Bocconi, l’imprenditore tecnologico Uljan Sharka, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e il vicepresidente del PPE Massimiliano Salini. Al centro dell’analisi emerge la necessità di governare l’accelerazione dei mercati garantendo che l’evoluzione computazionale risponda a un solido impianto etico e antropocentrico, evitando che la velocità del progresso eroda le prerogative umane fondamentali.
Nel corso del dibattito, il titolare della politica estera sammarinese ha richiamato le riflessioni della dottrina sociale e i recenti orientamenti pontifici espressi nella lettera enciclica Magnifica Humanitas, evidenziando come la frontiera normativa debba preservare il primato della persona: le tecnologie emergenti devono rimanere uno strumento al servizio della collettività e non un fattore di ridefinizione dell’essere umano.
Il ruolo dell’Accordo di Associazione e le sinergie con Roma
La collocazione internazionale del Titano si traduce in un impegno operativo che rifiuta la marginalità normativa. L’integrazione con il mercato unico attraverso l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea costituisce l’architrave per il recepimento del corpus giuridico digitale comunitario, scongiurando il rischio di una deriva verso sacche di deregolamentazione tecnologica.
Secondo la visione delineata da Beccari, la sovranità statuale nell’era dell’interconnessione si rafforza unicamente mediante la costruzione di quadri regolatori omogenei: “Viviamo in un’epoca in cui si ha la consapevolezza che non sia più sostenibile ragionare separatamente. Occorre infatti creare sinergie tra Paesi e per San Marino queste si realizzano nelle relazioni soprattutto con l’Italia che a sua volta continua e si trasferisce in un contesto più allargato quale quello europeo”. L’allineamento agli standard continentali si profila così come la direttrice imprescindibile per garantire attrattività economica e sovranità digitale.