San Marino, Rete mobile e tutela ambientale a Gualdicciolo, Governo: “Sviluppo tecnologico controllato e sicuro”

San Marino, Rete mobile e tutela ambientale a Gualdicciolo, Governo: “Sviluppo tecnologico controllato e sicuro”

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Il potenziamento della connettività a San Marino passa dal superamento delle storiche zone d’ombra e dal completamento delle infrastrutture rimaste incompiute. La sala polivalente del Centro Gualdo ha ospitato un confronto pubblico promosso dal Capitano di Castello Enzo Semprini e dalla Giunta di Castello di Acquaviva, organizzato di concerto con le Segreterie di Stato per l’Industria e per il Territorio e con il supporto tecnico di TIM. Al centro dell’incontro, la presentazione del piano per ultimare la stazione radio base di via Fabrizio da Montebello, situata davanti alla Cartiera: un traliccio avviato quasi dieci anni fa e mai portato a termine, destinato ora a diventare il perno della copertura mobile dell’intera area produttiva e residenziale di Gualdicciolo.

L’infrastruttura di via Fabrizio da Montebello e il cronoprogramma dei lavori

La conformazione delle reti radiomobili impone una distribuzione capillare e coordinata delle celle per evitare che il segnale degradi nelle aree periferiche. Nel caso di Gualdicciolo, il deficit di ricezione penalizza da tempo le attività economiche e le utenze domestiche. La ripresa del cantiere avverrà secondo un modello improntato al contenimento della spesa e al recupero dei materiali, impiegando le strutture già stoccate nei depositi dell’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici. Questo schema consentirà di ridurre i tempi esecutivi e azzerare i costi vivi di approvvigionamento. Il cronoprogramma delineato prevede il completamento delle procedure autorizzative nei prossimi mesi, con la messa in funzione dell’impianto fissata entro la primavera del 2027.

Nelle valutazioni dell’Esecutivo, il recupero dell’opera incarna una scelta strategica di efficienza gestionale. «Dare risposte alle aziende e alle famiglie di Gualdicciolo significa dotare il Paese di un’infrastruttura digitale resiliente, in grado di sostenere la competitività economica e i servizi quotidiani», ha evidenziato il Segretario di Stato per l’Industria, Rossano Fabbri. Secondo il titolare dell’Industria, riprendere in mano un traliccio incompiuto per trasformarlo in una risorsa logistica dimostra continuità amministrativa ed evita la dispersione di risorse, coniugando il fabbisogno tecnologico con l’ascolto diretto dei residenti.

Il regime di cautela sanitaria e i controlli sui campi elettromagnetici

Il versante della salvaguardia sanitaria ha occupato ampio spazio nel dibattito, complice la presenza di standard normativi tra i più rigidi del continente. L’ordinamento sammarinese adotta infatti un principio di precauzione stringente, fissando valori di attenzione per i campi elettromagnetici notevolmente inferiori rispetto ai parametri vigenti in Italia. Il controllo operativo e la vigilanza sono demandati all’Ufficio Prevenzione Ambiente e Vigilanza, sotto la guida dell’ingegnere Omar Raimondi, chiamato a eseguire verifiche strumentali preventive sul progetto, collaudi in situ prima dell’accensione e monitoraggi periodici a regime.

«La tutela della salute pubblica e della vivibilità del Castello resta la priorità assoluta di questo intervento», ha rimarcato il Segretario di Stato per il Territorio, Matteo Ciacci. La localizzazione del sito, individuata a margine dell’abitato e a ridosso dell’insediamento industriale, unita alla costante supervisione pubblica, intende offrire certezze alla comunità sul fatto che l’avanzamento digitale avvenga all’insegna della massima cautela.

La configurazione delle antenne è stata approfondita dagli interventi di Fabrizio Bonini per TIM e dell’ingegnere Andrea Silvagni per la Segreteria di Stato per il Territorio. I tecnici hanno chiarito come la componentistica risponda ai più recenti standard di efficienza energetica: le proiezioni radiometriche attestano che l’irraggiamento nelle zone accessibili al pubblico resterà stabilmente al di sotto delle soglie di legge. Il confronto partecipato della serata fissa così un metodo di lavoro che accompagnerà i passaggi amministrativi e costruttivi verso la primavera 2027.

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