Con la ripresa formale delle attività per il corpo docente sammarinese in vista del nuovo anno scolastico, Repubblica Futura traccia un bilancio dello stato del settore ed esprime le proprie priorità sui dossier aperti. La forza politica di opposizione, pur confermando un giudizio favorevole sull’impianto complessivo della scuola del Titano, mette in guardia l’esecutivo sulla necessità di affrontare con strumenti strutturali l’inverno demografico e boccia senza riserve la sperimentazione dell’orario concentrato alle medie, chiedendo al contempo una revisione profonda delle regole su reclutamento, formazione e gestione dell’orario di lavoro.
Denatalità, polo scolastico e rilancio dell’offerta formativa
La questione demografica rappresenta, nella lettura del movimento, la principale minaccia per la tenuta del sistema educativo. Il partito rimarca come le contromisure finora adottate dal governo siano apparse “timide ed inefficaci”, sollecitando il varo di un piano organico per valorizzare le scuole dell’infanzia e la scuola elementare, superando quella che definisce una logica di interventi frammentati. Tra le priorità strategiche indicate da Repubblica Futura figura anche la ripresa del progetto del polo scolastico unificato.
Sul versante delle scuole superiori e della formazione professionale, la forza politica conferma il proprio sostegno all’avvio e al proseguimento dei percorsi dell’Istituto Tecnico Industriale e del Liceo delle Scienze Umane, così come all’iter di riforma che riguarda il Centro di Formazione Professionale. Al contempo, il partito rivendica l’esigenza di destinare risorse ed energie alla salvaguardia del Liceo Classico, ritenuto un presidio culturale fondamentale e insostituibile per la Repubblica.
Le perplessità sulla settimana corta e le ricadute pedagogiche
Il giudizio si fa apertamente critico sul progetto della settimana corta nella scuola media inferiore. Repubblica Futura individua forti criticità di carattere logistico, sottolineando la difficoltà di trattenere alunni tra gli 11 e i 13 anni fino alle 14:30 in assenza di un adeguato servizio mensa, con inevitabili ripercussioni sulla tenuta dell’attenzione.
A destare le maggiori riserve è tuttavia il modello pedagogico implicito. Secondo il movimento, concentrare le ore in aula rischia di cancellare il lavoro domestico e i compiti a casa, considerati indispensabili per sviluppare autonomia e metodo di studio negli studenti. La forza di opposizione evidenzia inoltre l’impatto gravoso sulle famiglie, che vedrebbero compressi i tempi pomeridiani dedicati alle attività sportive, culturali e ricreative dei giovani.
Contratti, orario e formazione iniziale dei docenti
Il quadro delle rivendicazioni tocca infine le vertenze amministrative e lo stato giuridico del personale. Repubblica Futura denuncia la totale assenza di confronto da parte dell’esecutivo su questioni nodali quali il reclutamento, i criteri di valutazione e il computo delle 160 ore di lavoro. Su quest’ultimo punto, la formazione rinnova la richiesta al Segretario di Stato competente di ripristinare le prassi previgenti, ribadendo che gli accordi sindacali non possono derogare al quadro normativo vigente.
Sul fronte dell’accesso alla docenza, il partito stigmatizza i tempi e i costi crescenti imposti ai giovani laureati tra percorsi magistrali e master onerosi prima di poter accedere alle graduatorie delle supplenze. L’indicazione avanzata è quella di puntare con decisione sui tirocini attivi e sull’esperienza diretta guidata da figure esperte, terreno su cui il Gruppo Scuola del movimento annuncia nuove iniziative di confronto istituzionale.