San Marino, Repubblica Futura: “Investimenti e risposte concrete, non lumini e casinò galleggianti”

Repubblica Futura, giustizia: "Risposta sottotono da parte della maggioranza"

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La gestione delle priorità dell’esecutivo sammarinese finisce al centro di una dura presa di posizione politica da parte di Repubblica Futura, che contesta apertamente la direzione strategica assunta dal Congresso di Stato. Secondo la forza di opposizione, le recenti determinazioni governative rivelano un evidente scollamento dalle urgenze strutturali del Paese, preferendo concentrarsi su misure secondarie o progetti poco realistici piuttosto che affrontare nodi cruciali quali l’approvvigionamento delle risorse primarie e il rilancio economico generale.

Le contestazioni sui cimiteri e i casinò marittimi

Nel mirino del gruppo politico entra anzitutto il nuovo assetto dell’illuminazione votiva affidato all’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici, promosso dalla segreteria guidata da Teodoro Belluzzi: “Si paga una tantum per la luce eterna e l’AASS diventa il gestore dell’illuminazione pubblica anche per l’aldilà”. Secondo gli esponenti di Repubblica Futura, trasformare una simile riorganizzazione nella principale notizia istituzionale dell’esecutivo dimostra una preoccupante inversione della scala delle priorità. In alternativa al contributo forfettario di 50 euro, il movimento suggerisce che si sarebbe potuto optare per l’installazione di impianti fotovoltaici all’interno delle aree cimiteriali, garantendo l’alimentazione delle lampade votive attraverso l’energia solare e riducendo costi e burocrazia a carico della collettività.

Critiche altrettanto severe vengono indirizzate al segretario alle Finanze Marco Gatti in merito all’ipotesi di autorizzare case da gioco su navi battenti bandiera sammarinese: “I lumini fanno il paio con i casinò-boats di Marco Gatti. Prima smentisce e poi conferma lo studio di un super piano per installare i casinò sulle navi biancoazzurre in giro per il mondo”. Per la forza politica, l’inquilino di Palazzo Begni dovrebbe piuttosto indirizzare l’impegno verso interventi di respiro strutturale sul territorio, come lo sviluppo di strutture ricettive a cinque stelle in grado di fare da volano alle attività di terra.

Crisi idrica, invasi e depurazione

Il fronte più rilevante del confronto riguarda la sicurezza idrica della Repubblica, un tema che per l’opposizione non può essere ridotto a provvedimenti stagionali o annunci estemporanei. Repubblica Futura sottolinea come l’indipendenza nell’approvvigionamento richieda una pianificazione tecnica ed economica solida, superando la prassi delle sole ordinanze restrittive estive.

Secondo la ricostruzione del movimento, è necessario intervenire drasticamente sul fronte del trattamento dei reflui: il Paese sostiene costi sia per l’importazione dell’acqua potabile sia per il conferimento nei corsi d’acqua oltreconfine con relativa tariffa di depurazione. La proposta avanzata prevede investimenti dedicati per depurare le acque direttamente all’interno dei confini e reimmetterle nei circuiti produttivi e civili. Parallelamente, pur riconoscendo l’utilità delle opere in corso al Torello, la forza politica ricorda che quell’invaso risiede in territorio italiano e sollecita la realizzazione di bacini nazionali di dimensioni più contenute, così da dotare San Marino di una riserva idrica sovrana e permanente.

Lo scontro sulle scelte di pianificazione infrastrutturale ed economica promette di animare la ripresa dei lavori parlamentari autunnali, con l’opposizione intenzionata a incalzare la maggioranza su progetti di investimento a lungo termine.

Fonte: Repubblica Futura

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