San Marino, Colombini, CSdL, CDLS e USL: “La mobilitazione proseguirà fino alla riapertura del confronto per il rinnovo del contratto aziendale”

San Marino, Colombini, CSdL, CDLS e USL: "La mobilitazione proseguirà fino alla riapertura del confronto per il rinnovo del contratto aziendale"

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La spaccatura tra vertici aziendali e rappresentanze dei lavoratori all’interno della Colombini S.p.A. raggiunge il punto di massima tensione, sfociando in una mobilitazione aperta che promette di proseguire a oltranza. Le Federazioni Industria di CSdL, CDLS e USL, unitamente alla Struttura Sindacale Aziendale, hanno delineato il quadro di una vertenza complessa, scaturita dal mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale. L’adesione allo sciopero generale del 27 luglio, definita massiccia dalle organizzazioni sociali, ha evidenziato il profondo malcontento della forza lavoro di fronte al blocco del dialogo. Alla base della protesta vi è la fermezza del personale nel tutelare condizioni operative che garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali e una sostenibile conciliazione tra i tempi dedicati alla vita professionale e quelli riservati alla sfera familiare.

La trasformazione del quadro economico e lo stallo negoziale

Il nodo della controversia affonda le proprie radici in un mutamento sostanziale della condizione finanziaria del gruppo industriale. Come evidenziato dai segretari delle sigle di categoria, Agostino D’Antonio, Paride Neri e Daniele Tomasetti, lo scenario attuale differisce radicalmente rispetto a quello del 2014, anno in cui fu firmato un intesa in un momento di forte criticità aziendale, sostenuto allora dal sacrificio diretto dei lavoratori per la salvaguardia dell’occupazione. L’azienda si presenta oggi come una realtà solida e in forte crescita sui mercati internazionali. A fronte di questo consolidamento, il ricorso alla Cassa integrazione guadagni nel corso del 2025 per circa 700 mila euro motivato da crisi di mercato stride, secondo la ricostruzione sindacale, con un utile di esercizio che ha toccato i 9 milioni di euro. Il percorso di trattativa per l’integrativo di secondo livello, avviato nei primi mesi del 2024, aveva inizialmente trovato un’intesa verbale nel mese di dicembre. Tuttavia, la successiva decisione del gruppo di escludere l’ANIS dal tavolo e di avanzare proposte vincolanti ha determinato la definitiva rottura delle trattative.

Le richieste aziendali sulla flessibilità e l’esito del referendum

Le posizioni presentate dalla proprietà subordinerebbero l’erogazione del premio una tantum per il 2025, già assegnato al personale direttivo, l’indennità per la reperibilità del sabato e un premio di risultato non condizionato dal ricorso agli ammortizzatori sociali, all’accettazione di una maggiore flessibilità organizzativa. Questo schema prevedrebbe la possibilità di modificare orari, turnazioni e persino la sede di lavoro dei singoli dipendenti con un preavviso di soli cinque giorni. Le forze sindacali sottolineano come tale impostazione alteri profondamente la pianificazione quotidiana dei dipendenti, ricordando come durante i mesi di negoziato fossero state avanzate opzioni di mediazione, tra cui il contingentamento del lavoro festivo e prefestivo, puntualmente respinte. La consultazione referendaria promossa tra i lavoratori ha registrato il 75% di voti contrari alla proposta aziendale, confermando il mandato a mantenere il blocco della flessibilità straordinaria.

Le implicazioni per le relazioni industriali del Titano

Il protrarsi del muro contro muro rischia di incrinare le relazioni industriali all’interno di uno dei principali poli produttivi della Repubblica di San Marino, creando un precedente giudicato pericoloso dai sindacati in vista dei prossimi rinnovi del contratto collettivo del settore industria. Sebbene venga riconosciuto il ruolo storico della Colombini S.p.A. nello sviluppo economico del Paese, le rappresentanze dei lavoratori rimarcano come la crescita aziendale sia stata supportata dalla collettività e dalle istituzioni, oltre che dal costante impegno delle maestranze. L’auspicio formulato da CSdL, CDLS e USL risiede nel ripristino di un clima di responsabilità sociale e rispetto reciproco, affinché la dirigenza accetti di riaprire immediatamente il tavolo negoziale per giungere a un accordo equilibrato.

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