San Marino, Marcinelle, CSdL: “La sicurezza sui luoghi di lavoro sia una priorità in tutta Europa”

San Marino, Marcinelle, CSdL: "La sicurezza sui luoghi di lavoro sia una priorità in tutta Europa"

Condividi

L’8 agosto del 1956 la miniera di Bois du Cazier a Marcinelle fu teatro di un tragico incendio che costò la vita a 262 lavoratori, tra i quali figuravano ben 136 emigranti italiani. A settant’anni da uno dei più drammatici eventi della storia industriale europea, la Confederazione Sammarinese del Lavoro torna a richiamare l’attenzione delle istituzioni internazionali sulla necessità di garantire standard elevati di protezione per i lavoratori, ricordando l’impatto che quella sciagura ebbe anche sulla comunità di San Marino e sulle famiglie che affrontarono l’esperienza dell’emigrazione.

L’impegno per la sicurezza e la prevenzione degli infortuni

Nel ricordare il dramma dei minatori caduti in Belgio, l’organizzazione sindacale esprime la propria vicinanza alle celebrazioni commemorative promosse in sede europea. La memoria delle vittime deve trasformarsi in una determinazione concreta per rafforzare le tutele di chi opera nei vari settori produttivi e garantire condizioni dignitose a chi si sposta all’estero per motivi occupazionali. Sebbene molte strutture estrattive storiche abbiano cessato l’attività e gli impianti moderni abbiano innalzato gli standard di protezione, gli episodi mortali continuano a registrarsi con frequenza drammatica nei cantieri, nei comparti manifatturieri, nell’agricoltura e lungo le reti di trasporto.

Nella sola Penisola italiana il bilancio annuale registra costantemente oltre un migliaio di decessi sul lavoro, con una percentuale rilevante legata agli infortuni in itinere. A questo dato si aggiungono le migliaia di casi di lavoratori che riportano disabilità permanenti o menomazioni gravi a causa di incidenti avvenuti durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Secondo il sindacato il quadro attuale impone un cambio di passo decisivo da parte dei governi e delle istituzioni comunitarie, chiamati a stanziare risorse adeguate per la bonifica degli ambienti a rischio e la diffusione di una cultura della prevenzione. A queste misure si deve affiancare un quadro normativo e sanzionatorio rigoroso, supportato da un piano di controlli capillare in grado di svolgere una reale funzione deterrente contro le violazioni delle norme antinfortunistiche.

Il legame storico con l’emigrazione e il cordoglio sammarinese

La tragedia di Marcinelle toccò da vicino la Repubblica di San Marino, le cui vicende sociali di quegli anni furono profondamente intrecciate con il fenomeno migratorio verso i bacini minerari dell’Europa centrale. Il flusso di cittadini sammarinesi diretti in territorio belga era regolato da un intesa ufficiale siglata tra i due Stati nel 1951 e successivamente integrata nel 1955. Pur non essendoci state vittime di origine sammarinese all’interno del sito di Bois du Cazier, l’evento suscitò un profondo senso di partecipazione e di lutto in tutto il Paese. Le istituzioni del Titano manifestarono immediata solidarietà al governo italiano e ai familiari delle vittime, testimoniando la vicinanza della comunità locale a un dramma che segnò un’intera generazione di lavoratori emigrati.

I prossimi passaggi nel dibattito sulla tutela dei lavoratori vedranno il sindacato impegnato nel sollecitare le autorità politiche a promuovere accordi internazionali sempre più stringenti, affinché le tutele operative e i controlli sanzionatori diventino uno standard omogeneo e vincolante in tutto il continente.

Fonte: CSdL

Autore

Leggi anche