San Marino, CSdL: “Parti sociali subito coinvolte nell’attuazione delle Convenzioni OIL per la sicurezza”

San Marino, CSdL: "Parti sociali subito coinvolte nell'attuazione delle Convenzioni OIL per la sicurezza"

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L’approvazione a maggioranza delle Convenzioni OIL numero 155 e 187 da parte del Consiglio Grande e Generale rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per l’aggiornamento della normativa della Repubblica di San Marino sul tema della tutela dei lavoratori. L’organizzazione sindacale CSdL, pur esprimendo apprezzamento per la ratifica consiliare destinata a modernizzare il quadro legislativo fermo alla legge del 1998, sollecita un immediato confronto esecutivo tra il governo e le parti sociali. La confederazione rileva tuttavia come l’avvio del percorso istituzionale, reso noto all’inizio del mese di giugno, sia avvenuto senza un preventivo e opportuno coinvolgimento da parte della Segreteria di Stato per il Lavoro, guidata da Enzo Merlini per la parte sindacale. Il via libera dell’Aula consiliare costituisce solo il primo tassello di un percorso tecnico e politico che deve ora tradursi in interventi operativi di prevenzione e di tutela fisica su tutti i luoghi di lavoro del territorio sammarinese.

Le nuove tutele internazionali e i pilastri della prevenzione

Il quadro di garanzie delineato dagli strumenti internazionali recepiti dal Titano definisce standard precisi per il contrasto agli infortuni e alle malattie professionali. La Convenzione numero 155 impone agli Stati firmatari di strutturare una politica nazionale coerente, in grado di abbattere progressivamente i rischi legati alle attività produttive e di adeguarsi con tempestività all’evoluzione tecnologica dei processi industriali e dei servizi. Questo trattato attribuisce precise responsabilità dirette in capo alle autorità pubbliche e alle aziende, ponendo al centro la cooperazione strutturata tra istituzioni, datori di lavoro e maestranze. Ad integrare tale disciplina interviene la Convenzione numero 187, volta a istituire un sistema permanente di prevenzione e miglioramento continuo della salute occupazionale. La norma pattizia vincola le amministrazioni a definire programmazioni periodiche, obiettivi verificabili e un capillare monitoraggio statistico dei dati infortunistici, consacrando il diritto a un ambiente lavorativo sicuro come un principio vincolante per l’intero ordinamento.

Tasselli operativi: rappresentanti territoriali e procedibilità penale

Per rendere realmente efficaci le disposizioni internazionali appena ratificate, il sindacato individua due priorità operative ritenute imprescindibili per il tessuto economico locale. La prima misura riguarda l’istituzione della figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale, uno strumento già consolidato nella vicina Italia ma ancora assente sul Titano. La prevalenza di piccole e medie imprese nella struttura economica sammarinese rende infatti marginale la presenza dei rappresentanti aziendali interni, lasciando scoperte la maggior parte delle attività produttive. Un ruolo di natura territoriale, sostenuto da un percorso formativo specialistico e trasversale, permetterebbe di garantire verifiche puntuali e un’applicazione uniforme delle norme di prevenzione anche nelle realtà industriali e commerciali di minori dimensioni.

Il secondo elemento cardine sollevato dal sindacato riguarda il superamento di un meccanismo procedurale che attualmente limita la punibilità degli infortuni più gravi. La legislazione vigente prevedrebbe infatti l’attivazione d’ufficio del procedimento penale nei casi di infortunio con prognosi superiore a 30 giorni. Nella prassi sanitaria, tuttavia, i certificati emessi inizialmente dalle strutture di Pronto Soccorso riportano quasi sistematicamente periodi di guarigione inferiori al mese, stabiliti poi con successive proroghe mediche che non vengono cumulate ai fini del calcolo per l’azione penale automatica. Di conseguenza, il procedimento giudiziario prende avvio quasi esclusivamente su querela di parte da presentare entro sei mesi, esponendo i dipendenti al timore di ripercussioni sulla tenuta del proprio posto di lavoro. Un’applicazione rigorosa della norma attraverso la sommatoria dei giorni di prognosi effettivi appare dunque urgente per ripristinare una funzione deterrente e garantire l’accertamento tempestivo delle responsabilità giurisdizionali.

La fase attuativa dei decreti applicativi rappresenterà il vero banco di prova per misurare l’efficacia del recepimento delle direttive internazionali nei processi produttivi della Repubblica.

Fonte: CSdL

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