La firma ufficiale dell’Accordo di Associazione tra la Repubblica di San Marino e l’Unione Europea avverrà il prossimo 19 ottobre. A confermarlo è il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, dopo la notifica giunta da Bruxelles a seguito del via libera preliminare formalizzato a luglio da parte del Coreper e del Consiglio Europeo. L’intesa, definita parallelamente a quella del Principato di Andorra, chiude una complessa trattativa diplomatica durata oltre un decennio e traccia la tabella di marcia verso l’entrata in vigore provvisoria, attesa nei primi mesi del 2027.
Dieci anni di negoziati e la convergenza diplomatica
Il calendario stabilito dagli organismi comunitari recepisce l’intesa congiunta maturata tra le istituzioni sammarinesi, i rappresentanti andorrani e la Commissione Europea. Secondo quanto evidenziato da Luca Beccari, la formalizzazione del 19 ottobre giunge a compimento di un lungo percorso di convergenze tecniche e politiche: “Abbiamo avuto conferma della data della firma: sarà il 19 ottobre prossimo. È frutto della convergenza di disponibilità fra la nostra, quella delle autorità andorrane e ovviamente delle autorità europee. Direi che è perfettamente in linea con quelli che erano i programmi della Commissione. Sarà finalmente il momento nel quale firmeremo l’accordo e di conseguenza si chiuderà un capitolo lungo e importante di dieci anni di negoziato, di affinamenti, di intese tecniche, intese politiche, che ci hanno portato a questo importante traguardo”. La formalizzazione suggella così il lavoro avviato nel 2014 per ridefinire i rapporti tra le piccole realtà statuali del continente e il mercato unico.
Il percorso istituzionale interno e l’applicazione provvisoria
Definito l’appuntamento di Bruxelles, il baricentro dell’iniziativa si sposta ora sul piano legislativo interno. L’ordinamento sammarinese prevede infatti un articolato iter di recepimento che impegnerà gli organi istituzionali del Titano fin dalle prossime settimane. Nella ricostruzione del responsabile degli Affari Esteri, il passaggio avverrà senza indugi: “La palla a questo punto passerà a San Marino, direi, quasi subito, nel senso che San Marino dovrà ovviamente avviare il suo iter di ratifica, previsto dalle normative attuali, col passaggio in Commissione Affari Esteri e poi in Consiglio. Dopodiché, una volta fatta la ratifica, San Marino ha la facoltà di richiedere l’applicazione provvisoria dell’accordo e quindi a quel punto la Commissione farà i suoi passaggi interni per la presa d’atto e sancire così l’entrata in vigore provvisoria, che a questo punto dovrebbe essere sicuramente nei primi mesi del 2027. Non sappiamo se questo potrà coincidere esattamente col primo di gennaio. Dipenderà anche un po’ dalle technicalities amministrative tra le diverse fasi, ma sicuramente, verosimilmente, credo, nel mese di gennaio o al più tardi nel mese di febbraio”.
Una nuova dimensione per la sovranità statuale
Al di là degli aspetti procedurali, la conclusione del percorso negoziale ridisegna il posizionamento strategico della Repubblica nello scacchiere continentale, salvaguardandone al contempo l’autonomia costituzionale. Per il Segretario di Stato, il testo concordato rappresenta una base solida da cui sviluppare canali di cooperazione inediti: “L’accordo non è solo un punto d’arrivo, ma anche un punto di partenza, nel senso che senza questo risultato non saremmo proiettati nella nuova fase. Come si dice in inglese, negli ambienti diplomatici, è la cosiddetta milestone, che sicuramente rappresenta una svolta per la Repubblica di San Marino: apre una finestra di opportunità e ci proietta in un piano di relazioni con l’Unione Europea totalmente nuovo. Credo che San Marino potrà beneficiare appieno di questo accordo nel tempo. Ma non mancheranno, già dai primi mesi di applicazione, i primi segnali di questa nuova dimensione di relazione”. Un modello di associazione che non assimila il Titano agli Stati membri a pieno titolo, ma gli garantisce rappresentanza e tutela degli interessi nazionali: “Noi saremo insieme ai paesi europei, avremo un vestito un pochino diverso da quello dei paesi membri, avremo i nostri connotati, la nostra identità, la nostra sovranità, ma avremo titolo per sederci a un tavolo, per poter ragionare, per poter confrontarci e poter anche ottenere quello che serve a San Marino per essere integrato nella dimensione europea. Credo che questa sia una grande conquista dalla quale dobbiamo andare tutti fieri, al di là poi ovviamente delle legittime opinioni”.