L’opposizione di Repubblica Futura lancia un affondo frontale contro l’esecutivo sammarinese, mettendo sotto accusa la gestione delle principali emergenze del Paese: dalla sanità pubblica ai ritardi nell’integrazione europea, fino alla bufera giudiziaria che ha travolto la società pubblica del gioco d’azzardo. Nel corso di un intervento pubblico a San Marino, gli esponenti del movimento, Matteo Casali, Antonella Mularoni e Marco Podeschi, hanno delineato un quadro di profonda preoccupazione istituzionale ed economica, denunciando l’incapacità della maggioranza di affrontare dossier strategici e di offrire risposte credibili ai cittadini.
La crisi dell’Istituto per la Sicurezza Sociale e lo smantellamento delle tutele
Sul fronte dell’assistenza medica, l’analisi del consigliere Matteo Casali evidenzia il fallimento dei propositi di rinnovamento dell’Istituto per la Sicurezza Sociale. Secondo la ricostruzione della forza politica, a sedici mesi dal ricambio dei vertici, indicati da tempo come il principale ostacolo all’efficienza operativa, non si riscontra alcun cambio di rotta tangibile. Particolare allarme suscita l’audizione del comitato esecutivo dell’Iss in Commissione Sanità, dove le valutazioni espresse in merito alla prevenzione oncologica e allo screening mammografico lasciano aperti dubbi preoccupanti circa i rischi per le pazienti e le ricadute legali per la struttura. A questo quadro si somma l’orientamento approvato dalla maggioranza parlamentare, teso a introdurre forme di compartecipazione alla spesa per le analisi cliniche che superano una soglia minima non ancora definita: secondo l’esponente di Repubblica Futura, l’adozione acritica di modelli sanitari esterni rischia di erodere il principio cardine dell’universalismo delle cure senza gettare le basi di un sistema alternativo sostenibile.
Il dossier europeo e l’ombra dell’inchiesta su Giochi del Titano
La dimensione internazionale e la trasparenza finanziaria costituiscono il secondo versante di scontro sollevato da Antonella Mularoni, che punta l’indice contro l’approssimazione mostrata dall’esecutivo nelle questioni bilaterali e comunitarie. A fronte del traguardo cruciale dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, previsto per entrare a regime nei primi mesi del 2027, la forza politica contesta l’assenza dei necessari testi legislativi all’esame consiliare, nonostante i rassicuranti annunci del Segretario di Stato agli Affari Esteri Luca Beccari. L’approvazione disordinata di decreti delegati, come quello recente sui permessi di soggiorno, testimonia secondo il movimento un navigare a vista incompatibile con il recepimento delle normative comunitarie. Altrettanto dura è la presa di posizione sul Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti in merito alla rogatoria della Procura di Ravenna sulla società Giochi del Titano, partecipata al cento per cento dallo Stato ed esposta a gravi sospetti di riciclaggio. L’invito rivolto alle forze consiliari di chiedere spiegazioni agli organi societari viene qualificato dall’esponente politico come una fuga dalle responsabilità di governo, incompatibile con il dovere di trasparenza verso l’opinione pubblica.
Pressioni economiche sui redditi e fuga delle competenze
La riflessione economica si amplia con le considerazioni di Marco Podeschi, incentrate sulle contraddizioni di un apparato produttivo statale che vanta numeri significativi ma elude il controllo politico. La gestione della casa da gioco, forte di utili pari a 8,5 milioni di euro e un volume d’affari superiore a 31,5 milioni di euro con oltre 220 mila presenze, non può essere trattata alla stregua di una comune attività commerciale senza una vigilanza rigorosa. La forza d’opposizione respinge al mittente gli appelli governativi all’equilibrio, contestando la scarsa attenzione posta all’erosione del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati provocata da inflazione e rincari energetici, a fronte di adeguamenti contrattuali nel settore pubblico giudicati del tutto effimeri. L’incapacità di attuare riforme strutturali si riflette infine nella costante perdita del capitale umano più istruito: la fuga dei giovani sammarinesi verso il mercato estero certifica l’assenza di prospettive interne e prelude a una fase di prolungata instabilità politica ed economica, destinata ad accendere lo scontro istituzionale nei prossimi passaggi consiliari.