San Marino, Università del Titano: “La consapevolezza sanitaria guida la prevenzione e il benessere della collettività”

Fonte Foto: unirsm

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La misurazione del grado di alfabetizzazione sanitaria dei cittadini approda sulla scena scientifica internazionale grazie a una sinergia transfrontaliera tra mondo accademico e strutture sanitarie territoriali. L’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, affiancata dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dall’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona e dalla sezione AVIS di Senigallia, ha tracciato il profilo di comprensione e gestione delle nozioni mediche all’interno di un campione qualificato di donatori. I riscontri del percorso di indagine hanno ottenuto la validazione accademica attraverso la pubblicazione sulla rivista specialistica Socio-economic planning sciences, testata attiva da oltre cinquant’anni nell’analisi dei processi decisionali del settore pubblico.

Il valore dell’alfabetizzazione sanitaria e il modello di indagine

Al centro dell’approfondimento si colloca il concetto di alfabetizzazione sanitaria, inteso come il bagaglio di competenze attraverso cui i singoli riescono ad assimilare, vagliare e applicare le indicazioni relative al proprio stato fisico. Tale dinamica incide in modo diretto sull’appropriatezza delle scelte quotidiane, sulla modulazione degli stili di vita e sul monitoraggio proattivo delle patologie croniche o improvvise.

La ricerca ha visto il coinvolgimento operativo dell’unità di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona, la quale ha coinvolto una platea di 471 donatori afferenti alla sezione AVIS di Senigallia. I volontari si sono sottoposti a un questionario strutturato su 51 quesiti, concepito per rilevare sia l’autovalutazione circa le proprie cognizioni in materia di salute, sia il quadro complessivo dei comportamenti individuali e della fruizione dei servizi socio-sanitari sul territorio.

Elaborazione dei dati e ricadute sulle politiche pubbliche

L’analisi quantitativa e qualitativa delle risultanze statistiche è stata curata da Pietro Renzi, docente dell’ateneo sammarinese, e da Alberto Franci, accademico dell’Ateneo di Urbino. L’incrocio delle risposte ha permesso di correlare il livello di consapevolezza dei partecipanti con indicatori demografici, fasce di reddito e condizioni di salute generale, offrendo un quadro dettagliato del rapporto tra cittadino e prevenzione.

I risultati delineano un modello analitico utile a orientare le future strategie di programmazione sanitaria regionale e statale. Il consolidamento della cultura della prevenzione e la facilitazione nell’accesso alle cure rappresentano il presupposto per razionalizzare l’impiego delle risorse ospedaliere, trasformando il donatore consapevole in un presidio attivo di salute per l’intera comunità.

La misurazione del grado di alfabetizzazione sanitaria dei cittadini approda sulla scena scientifica internazionale grazie a una sinergia transfrontaliera tra mondo accademico e strutture sanitarie territoriali. L’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, affiancata dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dall’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona e dalla sezione AVIS di Senigallia, ha tracciato il profilo di comprensione e gestione delle nozioni mediche all’interno di un campione qualificato di donatori. I riscontri del percorso di indagine hanno ottenuto la validazione accademica attraverso la pubblicazione sulla rivista specialistica Socio-economic planning sciences, testata attiva da oltre cinquant’anni nell’analisi dei processi decisionali del settore pubblico.

Il valore dell’alfabetizzazione sanitaria e il modello di indagine

Al centro dell’approfondimento si colloca il concetto di alfabetizzazione sanitaria, inteso come il bagaglio di competenze attraverso cui i singoli riescono ad assimilare, vagliare e applicare le indicazioni relative al proprio stato fisico. Tale dinamica incide in modo diretto sull’appropriatezza delle scelte quotidiane, sulla modulazione degli stili di vita e sul monitoraggio proattivo delle patologie croniche o improvvise.

La ricerca ha visto il coinvolgimento operativo dell’unità di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona, la quale ha coinvolto una platea di 471 donatori afferenti alla sezione AVIS di Senigallia. I volontari si sono sottoposti a un questionario strutturato su 51 quesiti, concepito per rilevare sia l’autovalutazione circa le proprie cognizioni in materia di salute, sia il quadro complessivo dei comportamenti individuali e della fruizione dei servizi socio-sanitari sul territorio.

Elaborazione dei dati e ricadute sulle politiche pubbliche

L’analisi quantitativa e qualitativa delle risultanze statistiche è stata curata da Pietro Renzi, docente dell’ateneo sammarinese, e da Alberto Franci, accademico dell’Ateneo di Urbino. L’incrocio delle risposte ha permesso di correlare il livello di consapevolezza dei partecipanti con indicatori demografici, fasce di reddito e condizioni di salute generale, offrendo un quadro dettagliato del rapporto tra cittadino e prevenzione.

I risultati delineano un modello analitico utile a orientare le future strategie di programmazione sanitaria regionale e statale. Il consolidamento della cultura della prevenzione e la facilitazione nell’accesso alle cure rappresentano il presupposto per razionalizzare l’impiego delle risorse ospedaliere, trasformando il donatore consapevole in un presidio attivo di salute per l’intera comunità.

Fonte: Università degli Studi della Repubblica di San Marino

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